Il settore dei pagamenti elettronici è una delle aree di trasformazione più interessanti per tutti gli impatti sulla società, sull’economia e sulla finanza, grazie alla nascita e alla proliferazione di piattaforme che rendono i pagamenti più semplici e diffusi.

Ne è un esempio il lancio recente di Samsung Pay in Italia che muove lo smartphone verso una uno strumento di pagamento pienamente mobile. La sfida di Samsung è proprio quella di contribuire alla trasformazione degli italiani con il denaro in direzione di quella che viene definita “cashless society” dove i pagamenti tramite smartphone diventano sicuri, semplici e convenienti

Guardiamo ai fatti.

IDC prevede che nel 2018 le transazioni mondiali P2P raggiungeranno il valore totale di 6 trilioni di dollari e che, in gran parte, queste saranno effettuate utilizzando dispositivi mobili. Questi ultimi, secondo il rapporto Worldwide Quarterly Mobile Phone Tracker, sono sempre più equipaggiati con sensori di prossimità (quali Bluetooth e NFC) così che possano sostituire appieno le funzioni della carta di credito fisica.

Anche i consumatori sembrano sempre più a proprio agio nell’usare i dispositivi mobili come strumenti per gestire i servizi finanziari e per effettuare pagamenti presso i punti di vendita e attraverso pagamenti mobile peer-to-peer inviare denaro ad amici e familiari.

Chi sono i beneficiari? Ovviamente tutte le aziende. Fra gli esempi più plastici il segmento di mercato dell’ospitalità che sta adottando sempre più rapidamente soluzioni di pagamento di prossimità, oltre che bar e negozi. Ma non solo. Sempre secondo IDC si preve un’evoluzione a lungo termine che riguarda tutto il settore Small and Midsize Business per accettare pagamenti da smartphone, soprattutto nei mercati in via di sviluppo. In questi ultimi, in particolare, l’obiettivo è duplice: favorire l’inclusione finanziare, e scatenare tutti i benefici rivenienti alle economie interne (vale a dire un notevole incremento di utenti del sistema finanziario, a oggi esclusi).

E in Italia?

Posto che i pagamenti digitali innovativi raggiungeranno picchi di crescita importanti, in Italia registriamo che l’86% delle transazioni avviene ancora in contanti o con strumenti tradizionali. In Europa sono 104 le operazioni pro capite riferite al digitale, mentre in Italia il conto si ferma a 37. Ma il cambiamento culturale è alle porte. Dai dati dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano, i pagamenti effettuati presso punti vendita con strumenti mobili hanno toccato quota 70 milioni nel 2017, con un +60 milioni rispetto al 2016. Nel 2020 una previsione porta la stessa cifra a poco più di 2 miliardi di Euro. Una non più nicchia per tutti gli innovatori e gli attori del mondo economico e finanziario alla ricerca di nuove esperienze e soluzioni per consumatori ormai pronti al pagamento di prossimità.