Tantissimi sono gli esempi e i tentativi, soprattutto all’estero, con l’obiettivo di ripercorrere il percorso di estremo successo della Silicon Valley. Da questa affascinante storia americana è emerso in maniera inequivocabile come il miglior strumento per generare valore sia quello di concentrare in un territorio tutte le attività, vale a dire le aziende, ad alto valore aggiunto e tecnologico, o più semplicemente quelle a più alto tasso di innovazione.

È questo uno dei massimi obiettivi che deve imporsi chi sta gestendo aree di sviluppo immobiliare o sta amministrando un territorio: evolvere il concetto di distretto, che è una tradizione profonda nella nostra storia artigianale, puntando allo sviluppo di un vero e proprio ecosistema, per coglierne i significati più innovativi.

Ma quali sono gli elementi che caratterizzano un ecosistema?

Non si può prescindere da una base importante di presenza di imprese ad alto valore tecnologico dalla cui contiguità possono nascere una serie di relazioni informali e formali tutte tese alla moltiplicazione e allo sviluppo di nuovo business. La traduzione pratica di questo concetto è la nascita di consorzi e reti di impresa che possano facilmente co-finanziare attività di ricerca e sviluppo, formazione, che possano anche condividere servizi, logistica e perfino outsourcing.

In questo modo e più semplice tendere verso la proiezione internazionale e quindi accedere agevolmente verso nuovi mercati o mercati più globali. 

Un elemento chiave di un ecosistema è quello che riguarda il rapporto stretto e costruttivo fra il sistema delle aziende locali e l’università, nel tentativo di realizzare un vero e proficuo processo di trasferimento tecnologico, oltre a coltivare una base di talenti in erba da inserire presto nelle stesse aziende che formano l’ecosistema innovativo. 

Ancora, questa forma di apertura al territorio facilita e alimenta il fenomeno delle start-up la cui inclusione nell’ecosistema porta risultati di di sicuro beneficio, poiché spinge le aziende più strutturate e tradizionali a un cambiamento teso a cogliere le nuove opportunità di business. In uno scambio continuo di competenze, bisogni, obiettivi.

Montacchiello non vuol essere altro che la traduzione in pratica dell’evoluzione del concetto di distretto al modello evoluto e innovativo di ecosistema.