Le Banche e gli altri Intermediari finanziari, per sostenere la sfida delle forti spinte innovative nel mercato dei servizi finanziari, dovranno necessariamente operare su piattaforme FinTech che consentiranno l'offerta di servizi di finanziamento, di pagamento, di investimento e di consulenza ad alta intensità tecnologica.

Vale a dire, dovranno necessariamente approfondire tutte le tematiche relative alla blockchain, spesso associata – a torto - quasi unicamente al settore delle crittovalute. Secondo le prime stime elaborate e condotte da banche di livello internazionale, la blockchain ha potenzialità tali, nell'ambito dei sistemi di pagamento, per consentire un alto grado di sicurezza, di velocizzazione delle transazioni e di riduzione dei costi operativi.

E’ ormai chiaro come la tecnologia blockchain sta trasformando radicalmente gli aspetti bancari. Stiamo imparando giorno dopo giorno i vantaggi di questa tecnologia, con sempre uove startup che entrano nei diversi mercati con soluzioni che utilizzano proprio la blockchain.

Per capire l’impatto possibile della blockchain nel mondo finanziario, occorre preliminarmente fotografare lo stato dell’arte dell’economia globale.

Un recente studio condotto dall’Organizzazione della Banca Mondiale ha rivelato che oltre due miliardi di persone in tutto il mondo non dispongono di un accesso adeguato ai servizi finanziari. Queste stesse persone sono limitate nell’uso dei soli contanti. Problema che insiste principalmente nelle nazioni in via di sviluppo, quindi incapaci di svilupparsi a causa di questa mancanza di inclusione finanziaria. Ciò vale pure per potenziali investitori.

La difficoltà di inclusione dipende principalmente dall’economia centralizzata. E’ necessario perciò un nuovo approccio, completamente decentralizzato, tale da permettere un accesso equo e paritario ai servizi finanziari, sia a persone sia ad aziende. Eliminando così la necessità della poderosa infrastruttura per la gestione richiesta dal nostro attuale sistema bancario, oltre che del capitale di investimento per garantire i servizi che conosciamo. L’uso della blockchain permetterebbe invece un vantaggio significativo dal punto di vista economico per l’inclusione finanziaria globale, oltre che più semplice da un punto di vista infrastrutturale.

Non solo problematiche di rete e infrastruttura. La blockchain risulta la risposta migliore pure per la natura trasparente e immutabile che la rende perfetta a gestire problemi di corruzione e instabilità. Molti dei paesi esclusi sono infatti politicamente instabili, e le grandi istituzioni sono frenate dall’apportare presenza e innovazione a causa della diffusa corruzione dei governi che finiscono per controllare i fondi e le regole in maniera indiscriminata, limitando la capacità della popolazione di svilupparsi economicamente.

La blockchain permetterebbe la costruzione di una banca “aperta”. Rendendo anche più efficienti e meno costosi le transazioni intercontinentali. La natura peer-to-peer della blockchain si fa preferire per tutte le aziende e i sistemi che stanno cercando una soluzione più efficiente rispetto agli attuali sistemi. Il nostro è di fatto un sistema distorto, ancorato pesantemente alle potenze coloniali che per prime hanno istituito questo sistema centinaia e centinaia di anni fa. Un sistema che rende molto difficile per i paesi meno influenti di diventare attori importanti nell’economia mondiale, a causa della difficoltà di convertire la valuta propria in dollaro. Anche qui, la blockchain offre la soluzione decentralizzata perfetta.

In definitiva, la tecnologia Blockchain apporta una serie di efficienze strutturali fondamentali per superare i problemi dell’attuale sistema finanziario mondiale. Che renda più equo l’accesso su scala mondiale, permettendo l’ingresso di nuovi attori e nuove soluzioni.