Gran parte delle aziende è consapevole del gap di competenze digitali, eppure sembra non adottare utili misure protettive al fine di colmare e risolvere questo problema. Il che è un paradosso, perché da una forza lavoro produttiva e altamente qualificata le aziende non possono che trarre il massimo beneficio possibile per il proprio business. 

Le stesse persone che lavorano all’interno delle aziende ritengono di aver bisogno di nuove competenze digitali così da rimanere al passo con il mondo del lavoro e competere meglio al fianco dell’azienda. Così se i dirigenti vogliono ottenere il massimo profitto degli investimenti digitali, devono assicurarsi per prima cosa che gli stessi dipendenti comprendano tali cambiamenti e che siano adeguatamente preparati.

Se il mercato delle tecnologie digitali è in costante evoluzione e ha già rivoluzionato numerosissimi mercati, allora è vero che la domanda di esperti in tecnologie informatiche e di comunicazione continuerà a crescere vertiginosamente. Nove posti lavoro su 10 richiederanno competenze digitali in futuro, secondo uno studio della Commissione Europea. Ma la gran parte dei dipendenti non sentono di avere le competenze digitali di base per competere meglio rispetto ai concorrenti. A questo le aziende possono rimediare in due modi: potenziando la formazione del personale, e sviluppando migliori strategie per scovare e investire nei talenti.

Serve dunque che anche le funzioni HR e i processi di reclutamento devono cambiare, adottando un approccio più innovativo e più corretto per attrarre i giusti e nuovi talenti.  Questo vuol dire studiare e agire nei giusti canali di reclutamento, essere più presenti presso eventi e luoghi in cui questi talenti si ritrovano e a cui più volentieri partecipano, e cambiare e adattare, laddove sia possibile e corretto, il brand per svecchiarlo e innovarlo. Non sono più infatti le aziende a scegliere i talenti ma i talenti a scegliere le aziende per le quali lavorare.

Pur attraendo migliori talenti, bisogna successivamente continuare a investire su di essi con una formazione adeguata e continua e adottando nuovi modi di lavorare in ambiente sempre più digitali. Facendoli peraltro integrare velocemente con il personale già in azienda promuovendo una cultura della condivisione e dell’apprendimento, incoraggiando i dipendenti a scambiarsi fra di loro informazione e formazione, e fra i vari reparti.

Di fondamentale importanza sembra inoltre l’ingaggio di interlocutori esterni al fine di illustrare le nuove tendenze tecnologiche, nuovi strumenti e le nuove metodologie, in momenti di condivisione che si rivelano le migliori opportunità di formazione. Questo genere di formazione non può chiaramente risolversi in un incontro una tantum, ma deve essere un processo continuativo.

Insomma, per investire nel futuro, serve sviluppare il presente. In ottica digital.