232 miliardi all’anno. Questo è il valore del turismo a livello mondiale, forse l’industria che è stata messa più in ginocchio nelle ultime settimane, con ripercussioni anche nell’immediato futuro dove l’incertezza blocca la voglia di vacanza e la facilità con cui ci si spostava prima.

Qualche giorno fa è apparso sul Corriere della Sera un appello lanciato dagli operatori del settore, poi trasformato in un vero e proprio Manifesto per il Turismo Italiano.

#ripartiamodallitalia è l’hashtag scelto per avanzare proposte e idee al governo italiano e alle istituzioni europee perché si studi un set di iniziative e ausili per un comparto così strategico e prezioso. Per l’Italia, ma non solo.

Secondo Stefano Ceci, presidente dell’Associazione Startup Turismo, sono tre le linee di intervento necessarie per contenere e ripartire:

  1. un intervento finanziario, con un programma che possa garantire liquidita alle aziende impegnate nel settore per i prossimi mesi;
  2. Un intervento industriale che possa attrarre investimenti circa nuove offerte di ricettività, o la messa in sicurezza della ricettività stessa;
  3. Un intervento di comunicazione per educare e, al contempo, alimentare la cultura di un nuovo modello di ospitalità che possa garantire la protezione di tutti gli attori coinvolti in filiera.

I problemi sono evidentemente intrinseci al settore, dove i concetti di prossimità e vicinanza sono alla base dell’offerta turistica. Le ripercussioni sono state devastanti, e rischiano di pesare ancora per molti mesi. Giocano un ruolo importante i fattori psicologici e sanitari, ma il Sistema Paese non può permettersi fallimenti e perdere per strada le aziende virtuose che fin qui hanno costantemente alimentato un economia florida e vivace.

Qualcosa è stato studiato, ma altro andrebbe studiato. Come per esempio le misure e gli ammortizzatori sociali per i lavoratori stagionali e le sospensioni o rateizzazioni dei versamenti fiscali e contributivi che possono permettere l’abbattimento delle perdite e salvare flussi di investimento o liquidita in vista della ripartenza.

Senza considerare che ogni impresa impegnata in questa filiera necessiterà dei dovuti miglioramenti alla propria presenza digitale, con un innalzamento della competizione online. In questo senso si inserirebbe bene un piano di formazione delle risorse umane necessario alle significative trasformazioni di un settore così strategico per il nostro Paese.