La grande maggioranza degli eCommerce attivi e con politiche di marketing proattive ha riscontrato una crescita improvvisa e violenta degli acquisti online. A causa del Covid-19 e del lockdown, la gente chiusa a casa ha spostato le transazioni dal negozio fisico a quello digitale, con particolare preferenza al food, ai prodotti per la sicurezza e l'igiene personale e ai prodotti sanitari. Senza dimenticare il comparto high tech a supporto del telelavoro, sempre più indispensabile per gestire il periodo di crisi di tutte le aziende.

La stessa crescita violenta si è registrata nelle filiere di approvvigionamento e logistica, messe sotto forte stress da una impennata di domanda senza precedenti negli ultimi 20 anni. Il modello sembra aver retto, nel senso che i punti estremi del percorso d'acquisto sono stati completati: i consumatori hanno trovato la merce desiderata, i venditori sono riusciti a venderla e consegnarla. In mezzo, tutta un'altra filiera che oggi è proiettata verso un futuro di progresso e successo e che si basa sulla relazione sempre più stretta e integrata fra IT e GDO.

Al solito, occorre seguire le esigenze dei consumatori, innovando il modello di business. Ma come?

Bisogna imparare a sfruttare tutta la filiera del dato, provando ad anticipare le esigenze dei consumatori o - mai come questa volta - indirizzandole meglio verso il punto finale di raccolta dell'ordine. Vale a dire: durante, ma soprattutto dopo l'emergenza sanitaria e la fine del lockdown, l'attenzione è rivolta adesso ad attivare reti di consegna efficienti e in grado di fare la delivery indipendentemente dal canale di acquisto. Per esempio, molti siti di eCommerce, forse i grandi portali, possono utilizzare i piccoli negozi di quartiere come hub periferici adeguatamente riforniti dove indirizzare i compratori di zona per ritirare quanto acquistato online. Dall'online al negozio fisico, con ricerca, scelta e transazione appannaggio del canale digitale, ma presa in carico del prodotto nel caro vecchio negozio con la saracinesca aperta.

Vista così, si tratta di una sfida non solo tecnologica, quindi, ma organizzativa.

Secondo una ricerca Nielsen, nelle prime settimane dopo il lockdown il comparto eCommerce ha registrato crescite fino al 144%, con punte fino al 300% nell'ultima settimana di Aprile. Il problema è che il collo di bottiglia della logistica è emerso chiaramente durante il picco di domanda, saturando i negozi online "più visibili", senza tuttavia distribuire questa domanda verso i piccoli eCommerce o senza riuscire a valorizzare i negozi locali. Per assenza di canale, e per assenza di logistica locale. Un paradosso, ma la realtà. 

Coprire le mancanze emerse vuol dire mettere mano alla filiera tecnologica estremamente eterogenea e non connessa fra i vari attori. Il che vuol dire cominciare a ragionare su soluzioni agili, sicure e omnicanale. Agilità e sicurezza sono da sempre un fattore di spesa di tutte le aziende, anche nella GDO, mentre l'omnicanalità è diventata sempre più cruciale.