“Non mi interessa affatto l’economia” ha dichiarato Elon Musk “ma la piazza cittadina che Twitter rappresenta, una grande arena inclusiva per la libertà di parola nella società“.

L’offerta di Musk è stata accolta con reazioni contrastanti da parte di tutto Wall Street, e anche dal consiglio di amministrazione di Twitter che nelle parole di uno dei suoi azionisti avrebbe rifiutato questa offerta. Alcuni analisti invece avevano espresso l’opinione che, in caso di conferma da parte della SEC, Twitter non avrebbe potuto rifiutare.

Nell’entourage di Elon Musk invece filtra un certo fastidio perché l’eventuale acquisizione di Twitter rappresenterebbe una sorta di distrazione dalle sfide di Tesla. Distrazioni assolutamente da evitare in questo momento.

Per Twitter non è certo la prima offerta ricevuta da vent’anni a questa parte, quando l’azienda si è trovata più volte in difficoltà ed è stata costretta a considerare una vendita. Prima Yahoo, poi i 500 milioni di dollari di Facebook, poi anche Disney nel 2016. Offerte mai concretizzate, ma con 43 miliardi sul piatto tutto può cambiare.

A dimostrazione di come Twitter non sia un’azienda canonica, ma rappresenti molto di più del giro di affari e degli introiti. Per dirla con le parole di Jason Goldman, uno dei dirigenti fondatori, “Twitter è cultura e ha una risonanza culturale che ogni altra azienda può solo sognare”.  Aldilà del sogno, Elon Musk ha espresso duro scetticismo sull’attuale gestione della società, cosa che lo ha portato a fare la sua proposta di acquisto. Nella sua forma attuale, ha detto il papà di Tesla, l’azienda non prospererà mai e per questo deve essere trasformata in un’azienda privata.

Ecco allora che quest’offerta si trasforma in una sorta di attacco, da respingere e da contrastare perché nessuno in Twitter vede Musk come salvatore della patria. E per respingere ulteriori attacchi, ovvero offerte, del magnate di Tesla, si sta pensando di cercare un alleato dalle spalle larghe per evitare la scalata di Musk e garantire a Twitter nuovi fondi. Sales Force in passato considerò l’acquisto di Twitter e certamente potrebbe permetterselo. O PayPal che fece l’offerta da 45 miliardi di dollari per Pinterest circa un anno fa. Ma il candidato più serio potrebbe rimanere Microsoft a cui solo l’intervento di Trump impedì l'acquisto di TikTok per 50 miliardi di dollari.

Vedremo nei prossimi mesi se il tentativo di mister Tesla è stata solo una provocazione, o il primo vero approccio per una grande offerta.