Era il 2011 quando Brett King pubblicava il suo libro “Breaking Banks” in cui raccontava il sogno di creare una startup in grado di generare una rivoluzione fortissima nel settore bancario, pari a quelle create da Amazon o da Facebook. 

Un recente rapporto di Business Insider prova a immaginare il percorso opposto, cioè quello in cui gli operatori tradizionali guardano i cambiamenti, monitorano le startup lasciandole “sfogare” e poi ne copiano tecnologia e metodi ri-adattandosi al mercato.

La vision di Brett King era molto chiara, così come il rapporto di Business Insider e la reale evoluzione a cui stiamo assistendo in questi anni, in un settore molto delicato quale quello finanziario e, in particolare, quello legate alle banche. Di certo c’è che la crisi ha costretto i grandi gruppi bancari a rivedere la gestione dei rischi e questo ha prodotto e produce importanti aperture a startup del fintech, in qualunque processo dei servizi e dei prodotti queste operino. Con acceso interesse di fondi di investimento, private equity e venture capital.

E’ indubbio infatti che i servizi finanziari stiano cambiando. Siamo in grado di inviare denaro istantaneamente dai nostri smartphone, o richiedere e ricevere prestiti in pochi minuti utilizzando i nostri device o i nostri computer di casa.

Nuove formule, nuovi prodotti e nuovi servizi, non solo nella modalità ubiqua di utilizzo (dallo smartphone senza la necessità di recarsi fisicamente in banca), ma soprattutto negli attori in gioco dove le banche spesso sono osservatori interessati e non partecipanti. 

E’ dei più che questo grande cambiamento dovrebbe essere spinto proprio dal settore finanziario tradizionale, in quanto sarebbero le banche stesse ad assorbire le nuove idee dal mondo della tecnologia.

L’attenzione si sposta allora proprio sulle startup. Secondo il guru Josh Reich le nuove aziende fintech devono riuscire ad assumere quasi una posizione di controllore, in modo da avere accesso all’ecosistema con la capacità di guidarlo e influenzarlo attraverso il proprio know how e migliori capacità tecnologiche. “Se vogliamo toccare i soldi delle banche, allora abbiamo bisogno di essere parte del sistema bancario” è la sua conclusione. A oggi, sempre secondo Josh Reich, tutte le startup hanno tentato invece di porsi come alternativa alle banche stando ben al di fuori del loro sistema, quando la soluzione sembra invece quella di far convergere e far cooperare i due mondi.

A questo punto occorre chiedersi chi deve innovare chi: le startup con nuovi modelli e servizi? O le banche capaci di dialogare e cooperare con le più innovative giovani aziende?